E quell’austriaco col GDPR in mano è partito all’attacco di Facebook e Google (per quasi 8 milioni di euro)


Il GDPR è qui, e ci resterà.In Italia è un po’ nel limbo a causa dei parlamentari lenti, che si sono dati fino al 21 agosto (ma le camere non sono chiuse?) per definirlo, ma c’è, è in vigore.Una volta lanciato il regolamento, qualcuno ha deciso di attaccare le due major con una causa molto corposa. Alle 00:06 del 25 maggio. l’attivista ha inviato una richiesta al “garante europeo”.Andrea Jelinek, new chair of EUs new DPB says that at 00:06 the AT data protection authority received the first complaint under @GDPR – from @NOYBeu of @maxschrems – she says the file looks very professional 😊 congrats Max 👍@beuc pic.twitter.com/C0ifNkIarL— Ursula Pachl (@PachlUpa) 25 maggio 2018 Si tratta quindi di Max Schrems, appartenente a “None of your business” (il nome è già un programma: non sono affari tuoi), che è un’associazione no profit.Gli accusati sono il sistema operativo Android, Facebook, Whatsapp e Instagram.Ma di cosa sono state accusate? Di consenso forzato, ossia di aver tempestato gli utenti per ottenere l’accesso alle applicazione fornendo il consenso all’uso dei propri dati.Domanda: ma quante mail hai ricevuto in questi giorni che parlavano di privacy, rispetto, “restiamo in contatto”? Tutti servizi che, probabilmente, non avevano ottenuto il consenso con la precedente legge sulla privacy. E sì, perché se per esempio si ha un nominativo iscritto a una newsletter, già precedentemente si doveva garantire sia la cancellazione sia l’accettazione, con un messaggio intermedio, della consapevolezza di cosa si sarebbe fatto con quei dati…Mister Reset, il blog di Gigi Beltrame
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